COME GESTIRE LE PATOLOGIE AUTOIMMUNI CON LA DIETA: IL PROTOCOLLO PALEO AUTOIMMUNE

Le malattie autoimmuni sono causate dall'alterazione del sistema immunitario
che si attiva in modo anomalo contro componenti del proprio organismo, danneggiandole e causando la sintomatologia specifica.
Il sistema immunitario è una complessa rete di cellule e organi speciali preposta alla difesa del nostro corpo nei confronti degli agenti esterni. In condizioni normali esso è in grado di distingure ciò che è self, ovvero che appartiene all'organismo da ciò che non è  self ossia che non appartiene all'organismo, come appunto gli agenti patogeni esterni (virus, batteri..). Nelle malattie autoimmuni il sistema immunitario perde questa capacità e inizia a riconosce come estranei cellule o altri componenti del proprio organismo, nei confronti dei quali inizia a produrre anticorpi, chiamati autoanticorpi, che lentamente distruggono le strutture aggredite.
Attualmente sono conosciute almeno 100 tipi di malattie autoimmuni diverse e per molte altre se ne sospetta la componente autoimmune.
Quasi tutte le parti dell'organismo possono essere coinvolte. In base a quali proteine,
cellule e tessuti vengono attaccati si sviluppa una patologia diversa. Nella tiroidite di Hashimoto ad esempio, viene
attaccata la ghiandola tiroidea; nell'artrite reumatoide vengono attaccati i tessuti articolari...
Questo attacco può avvenire in silenzio per mesi addirittura anni fino a quando non si manifesterà la malattia autoimmune in piena regola.

 

DA COSA SONO PROVOCATE LE MALATTIE AUTOIMMUNITARIE

 

Quale sia il motivo per cui ad un certo punto il sistema immunitario smette di funzionare correttamente ancora non si sa. Quello che si sa è che alcune persone hanno maggiori probabilità di avere una malattia autoimmune rispetto ad altre. Le donne sviluppano patologie autoimmuni con maggior frequenza rispetto agli uomini, il 6,4% delle donne contro il 2,7% degli uomini; alcune malattie autoimmuni sono più comuni in determinati gruppi etnici: ad esempio, il lupus colpisce più persone afro-americane e ispaniche rispetto ai caucasici; alcune malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla e il lupus, si manifestano con maggiore probabilità in membridella stessa famiglia. Certamente la componente genetica riveste un ruolo importante nello sviluppo delle patologie autoimmuni, ma l'aumento della loro incidenza spinge a pensare che oltre alla componente gentica anche anche altri fattori esterni, come ambiente ( esposizione a sostanze chimiche, inquinanti e solventi), stile di vita e dieta possano essere coinvolti.

La nostra tipica dieta "occidentale" ricca in cibi ad alto contenuto di grassi, zuccheri e cibi elaborati è associata ad uno stato infiammatorio cronico. Proprio questo stato infiammatorio prolungato nel tempo potrebbe innescare una risposta immunitaria anomala nei soggetti geneticamente predisposti, molto probabilmente associata ad alterazione della funzionalità ed integrità intestinale.
Numerosi lavori scientifici dimostrano come tramite un' attenta modificazione dell'alimentazione sia possibile ottenere buoni risultati sui sintomi della malattia. Dalle malattie autoimmuni non si guarisce ma è possibile andare in remissione dei sintomi.

 

QUAL'E' LA CORRETTA ALIMENTAZIONE PER LA GESTIONE DELLA MALATTIE AUTOIMMUNITARIE?

Le malattie autoimmuni sono associate ad alterazioni della flora batterica intestinale responsabili della "distruzione"
della mucosa intestinale che in condizioni di buona salute rapprenta una barriera protettiva nei confronti delle aggressioni
provenienti dall'esterno attraverso l'intestino. La sindrome dell'intestino impermeabile (leaky gut syndrome) è il nome dato ad un disturbo molto comune in cui le cellule che rivestono l'intestino diventano "permeabili" in seguito ad uno stato
infiammatorio. Gli spazi presenti tra le cellule della parete  dell'intestino si "allargano" consentendo l'ingresso nell'organismo di materiale (proteine non digerite, batteri, funghi, parassiti ..) che normalmente non verrebbe assorbito. Questo materiale che in condizioni normali non entra nell'organismo potrebbe rappresentare l'innesco che accende il sistema immunitario iperstimolandolo in maniera anomala diventando estremamente reattivo. I tessuti umani hanno proteine ​​e antigeni molto simili a quelli di alimenti,  batteri, parassiti, candida o funghi contro cui il sistem immunitario è attivato e questo spiega l'aggressione alle componenti del'organismo  simili a quelli del cibo introdotto e che  passa la barriera intestinale.

Invertire i sintomi della malattia autoimmune dipende dal miglioramento della salute del rivestimento del tratto gastrointestinale.
Per questo motivo di fronte ad un paziente con una patologia autoimmunitaria il primo intervento da  realizzare è il miglioramento dello stato di salute dell'intestino. A questo scopo risulta particolarmente vantaggioso il protocollo alimentare Paleo autoimmune o AIP.
Il protocollo Paleo autoimmune  usa la dieta per regolare il sistema immunitario e per ripristinare lo stato di salute della mucosa intestinale, riducendo lo stato infiammatorio sempre associato. Per questo motivo può essere utilizzata per tutte le patologie autoimmunitarie e per le malattie infiammatorie.

Il protocollo AIP è una versione specializzata della dieta Paleo, in cui gli alimenti vengono distinti in base al loro potenziale effetto sulla salute:
- alimenti ricchi in nutrienti che promuovono la salute (come vitamine, antiossidanti...)
- alimenti poveri di nutrienti e ricchi in sostante poco salutari (come i composti infiammatori).


Questa dieta è appropriata per tutti coloro con malattie autoimmuni diagnosticate o con sospette malattie autoimmuni.


MA VENIAMO AL DUNQUE, COSA MANGIARE E COSA EVITARE?

COSA EVITARE

• Glutine, compresi gli alimenti gluten free.
• Lectine e antinutrienti principali, quindi legumi compresa soia, spesso anche grano saraceno, quinoa e amaranto
• Latticini, compresi quelli senza lattosio
• Uova (specialmente i bianchi)
• Semi (noci, nocciole, pistacchi...consentite solo le noci di Macadamia )
• Solenacee (patate, pomodori, melanzane, peperoni dolci e piccanti, pepe di Caienna, peperoncino rosso, tomatillo, bacche di goji ecc. E spezie derivate dai peperoni, compresa la paprica )
• Zuccheri e oli raffinati e lavorati
• Caffè, cioccolato e alcol
• Edulcoranti (sì, tutti, anche la stevia )
• Emulsionanti, addensanti e altri additivi , quindi in generale cibi elaborati ed industriali

 

COSA MANGIARE

• Carni di qualità (allevate ad erba, allevate a pascolo, selvagge il più possibile. Pollame con moderazione a causa dell'alto
contenuto di omega-6 ad attività infiammatoria)
• Frattaglie
• Pesce e crostacei (meglio non di allevamento)
• Verdure e frutta colorate (rosso, viola, blu, giallo, arancione, bianco)
• Verdure crucifere (broccoli, cavoli, cavoli, rape, rucola, cavolfiore, cavoletti di Bruxelles, crescione, senape, ecc.)
• Alghe ( escluse le alghe come la clorella e la spirulina che sono stimolanti immunitari)
• Funghi commestibili
• Erbe e spezie
• Grassi di qualità ( grassi animali allevati al pascolo o nutriti con erba, pesce grasso, oliva, avocado, cocco, palma
[non palmito], olio di oliva, olio di cocco, burro chiarificato o ghee)
• Frutta (mantenendo l'assunzione di fruttosio tra 10 g e 20 g al giorno)
• Alimenti probiotici / fermentati (verdure fermentate o frutta, kombucha, kefir d'acqua, kefir di latte di cocco, yogurt al latte di cocco, integratori) - leggili qui e qui .
• Cibi ricchi di glicina (qualsiasi cibo con tessuto connettivo, articolazioni o pelle, carne d'organo e brodo di ossa )
• Riso non integrale e patata americana come fonte di carboidrati. Valutare la tolleranza ai cereali senza glutine quinoa, miglio, grano saraceno e amaranto)

 

COSA ASSUMERE IN MANIERA MODERATA

• Fruttosio (da frutta e verdure amidacee, con una dose compresa tra 10 e 20 grammi al giorno)
• Sale e alimenti elaborati generalmente ricchi in sale e anche zuccheri
• Frutta e verdura ad alto indice glicemico (frutta essiccata..)
• Alimenti ricchi di acidi grassi polinsaturi Omega-6 (come pollame e tagli grassi di carne prodotta industrialmente)
• Tè nero e verde
• Noce di cocco

 

ELIMINAZIONE E REINTRODUZIONE

Man mano che i sintomi migliorano è abbastanza comune che aumenti la tolleranza nei confronti di alcuni cibi eliminati.
Il protocollo autoimmune è una dieta ad eliminazione alla fine della quale si possono reintrodurre i cibi eliminati per
testarne la tolleranza. Alcuni cibi verrano reintrodotti nell'alimentazione abituale, altri verranno definitivamente
eliminati, altri andranno consumati con moderazione. Sarà proprio il nostro organismo a dirci cosa saremo in grado di tollerare e cosa no.
Per iniziare la reintroduzione è necessario sentirsi bene o molto meglio.
In generale è possibile reintrodurre un solo alimento ogni cinque-sette giorni e durante questo intervallo di tempo
monitorare la comparsa di eventuali sintomi. I sintomi di una reazione di un cibo non tollerato non sono sempre evidenti,
quindi è importante monitorare i seguenti segni:
• i sintomi classici della tua malattia ritornano o peggiorano
• sintomi gastrointestinali: mal di pancia, bruciore di stomaco, nausea, stitichezza, diarrea, cambiamenti nella frequenza dei movimenti intestinali, gas, gonfiore, particelle alimentari non digerite o parzialmente digerite nelle feci
• affaticamento o calo di energia nel pomeriggio
• bisogno di assumere zucchero, grassi o caffeina
• difficoltà ad addormentarsi o rimanere addormentati, o semplicemente non sentirsi bene riposati al mattino
• mal di testa (lieve a emicrania)
• capogiri o vertigini
• Aumento della produzione di muco: flemma, naso che cola, o gocciolamento nasale
• Tosse o aumento della necessità di schiarirsi la gola
• Prurito agli occhi o alla bocca, starnuti
• Dolori e dolori: muscoli, articolazioni, tendini o legamenti
• Cambiamenti nella pelle: eruzioni cutanee, acne, pelle secca, piccole protuberanze o macchie rosa, capelli secchi o unghie
• Problemi di umore: sbalzi d'umore, sensazione di depressione o depressione
• Sensazione di ansia, meno capacità di gestire lo stress

Se non si hanno sintomi durante il giorno della reintroduzione o in qualsiasi momento nei successivi 5-7 giorni,
è possibile reintegrare questo alimento nella dieta. durante la reintroduzione sarà importante annotare tutte le prove e si sintomi al fine di ottenere un vero e proprio diario dei cibi consentiti e cibi vietati Mi raccomando scrivete tutto, non fidatevi della sola memoria!


Nel trattamento delle patologie autoimmuni è di importanza cruciale ripristinare uno stile di vita sano a 360 gradi, non solo in ambito alimentare, quindi risulta fondamentale dormire abbastanza ( almeno 8-10 ore ogni notte), gestire lo stress, proteggere i ritmi circadiani (ad esempio stare al buio di notte ed evitare le luci brillanti di sera), coltivare la vita sociale , divertirsi, dedicare tempo agli hobby, rilassarsi e svolgere molte attività da lievi a moderatamente intense (evitando attività intense / faticose).

 

 

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